Freedom of few is freedom for all

Freedom of few is freedom for all
Freedom of Edo girl all over the world

24 maggio 2018
Aula Ofeddu, Palazzo Ex economia, Università di Verona

Momento formativo con mediatrici nigeriane e operatrici
By the Omon’ Oba n’Edo Uku – Akpolokpolo Oba Ewuare Ogidigan II who on the 9 of march 2018 set all girls free from any oath they might have taken in the process of their journey to Europe.
Siete tutti invitati alla celebrazione della libertà dalla schiavitù contemporanea, libertà per le donne edo in tutto il mondo. L’Omon’ Oba n’Edo Uku – Akpolokpolo Oba Ewuare Ogidigan II il 9 marzo ha reso libere tutte le ragazze da ogni giuramento fatto nel lungo viaggio verso l’Europa. Quale eco nei servizi educativi, sociali e sanitari?

Intervengono
Giuseppina Di Bari (Associazione Common Ground)
Sandra Faith Erhabor (Mediatrice culturale nigeriana)
Rosanna Cima (Università di Verona)
Valentina Maraia e Vittorio Zanon (Comune di Verona)
Unità di Strada Coop. AZALEA
Mediatrici progetto NAVE (Comune di Venezia, Padova, Verona)

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Le mediazioni necessarie
Il senso del lavoro per le donne

26 settembre 2019
Gran Guardia, Sala Convegni, Piazza Bra, Verona
Progetto “WhomeN – opportunities for qualified women in the EU ” realizzato da COSPE in collaborazione con l’associazione Stella, Comune di Verona-Cultura delle Differenze Pari Opportunità.

La globalizzazione e le crisi economiche hanno aggravato la situazione delle donne nel mondo lavorativo accrescendo la disoccupazione femminile, le disuguaglianze economiche, le discriminazioni di genere negli stipendi e nella divisione del lavoro.
In una società basata sull’individualismo il lavoro, o la sua costante ricerca, diventa infatti una gara competitiva, un pozzo di frustrazioni o una forma di riuscita del singolo in cui uno dei parametri di successo resta il denaro. Nel mercato del lavoro non esistono strumenti per valorizzare le tante competenze trasversali acquisite dalle donne nel proprio percorso di vita, i saperi dell’esperienza, l’interdisciplinarietà.

Ma molte donne, che non sono interessate a riprodurre questo ordine simbolico e sono maggiormente impegnate nel generare vita e relazioni, con grande sforzo riescono a creare delle mediazioni tra i loro desideri e questo scenario.

L’ antitesi tra la propria realizzazione o la dedizione alla cura è falsa infatti se pensiamo che il lavoro abbia ancora un valore per la trasformazione di sé e del mondo; tutti possiamo operare per sostenere e conciliare i diversi aspetti vita-lavoro, in modo che la cura dei figli e degli anziani sia sentita come una responsabilità comunitaria.

Lavorare per amore del mondo significa radicare la propria azione quotidiana in ciò che è necessario per vivere, materialmente e spiritualmente.

Questa giornata è una occasione importante per parlare delle relazioni nel mondo del lavoro che può essere leva per re-immaginare il modo di prendersi cura della vita. Reggere le differenze (sano e malato, vecchio e giovane, parente e badante, madre e neonato, operaia e padrone) è confrontarsi con una ricerca di sguardi e di parole che sappiano mettere in opera il senso delle azioni nel lavoro.

Nella storia sono esistiti diversi modelli economici orientati a queste priorità.È importante immaginare uno scenario in cui il lavoro sia riconosciuto come necessità dell’essere umano.

Questa giornata vuol dar voce alle esperienze positive che sono state fatte in questa direzione per creare un “circolo virtuoso”, migliorare pratiche ed esperienze, aiutarci a costruire un futuro migliore.

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