MATRIX

Fare la differenza nel lavoro di cura

8 ottobre 2020

Sala Polifunzionale Alberto Benato

Sala del Centro Culturale 6 maggio 1848, Verona

Convegno di apertura del corso di aggiornamento Pratiche e culture della differenza nel lavoro educativo e di cura. Verona

È possibile iscriversi scaricando il modulo di iscrizione qui e inviandolo compilato a info@laboratoriosaperisituati.com

Il titolo del convegno si ispira al film di fantascienza Matrix, il nome del programma di neurosimulazione interattiva capace di generare un mondo fittizio e ipercontrollato che i soggetti abitano senza esserne consapevoli e dove la vita viene riprodotta in modo automatizzato. L’allucinazione di perdere di vista la realtà, il contatto con un dubbio radicale sul senso e il fine del nostro agire che non consente risposte definitive e univoche è una esperienza comune.
Come nominarla e condividerla?
La giornata offre un’occasione per riflettere insieme intorno alla matrice originaria del sentire e fare la cura dell’essere vivente. Dal latino ‘matrix’: madre, utero, forma primaria, tessuto connettivo, la matrice rende presenti le genealogie, la dimensione relazionale nel lavoro di cura, richiamando così il ciclo della vita e il sorgere delle comunità umane. La politica delle donne è stato come un risveglio che ha aperto varchi di comprensione e azione, offrendo la possibilità a molte di lasciare un segno che corrispondesse loro dal profondo. Grazie a cosa l’allucinazione diventa visione?
Nella vita quotidiana di chi opera presso luoghi educativi e istituzioni di ricerca come nell’esperienza professionale di chi fa lavoro di cura si possono percepire entrambe queste dimensioni estreme di matrix, a volte attraverso un groviglio di emozioni contrastanti e contraddizioni operative, spesso nella ricerca costante di un equilibrio. Lo spazio istituzionale dev’essere neutro? Fino a dove posso implicarmi nella relazione? Fino a dove posso lasciarmi toccare se devo tenere il ruolo istituzionale? Quanta forza posso riporre nel mio sentire? Come ci possiamo situare nella vita lavorativa? Non si tratta di scegliere tra un dentro e fuori il sistema, ma di avere coscienza delle ambiguità che si incrostano nei linguaggi tecnicistici, burocratici, negli strumenti di osservazione e valutazione oggettivi che separano chi cura da chi è curato.
Il convegno è un’occasione pubblica per condividere le ricerche che alcune professioniste stanno svolgendo sul posizionamento e le pratiche delle donne nei luoghi educativi e di cura. Nella prima parte della giornata prenderanno la parola ricercatrici e operatrici di servizi che agiscono nel segno del pensiero della differenza sessuale e si sono interrogate sulle forme dell’incontro e le potenzialità delle relazioni tra donne, su metodi circolari e strumenti di lavoro di gruppo.
I laboratori pomeridiani invitano alla partecipazione, aprono al confronto con queste proposte, interpellandoci sulla possibilità e la responsabilità di far esistere saperi sessuati e situati per trovare la propria misura nelle pratiche del quotidiano.

8 ottobre 2020

Sala Polifunzionale Alberto Benato

9.00 Introduzione alla giornata
Francesca Briani, assessora alle Pari Opportunità
Sandro Stanzani, Presidente corso di Laurea in Servizio sociale
Rosanna Cima, presentazione Progetto Gift (Growing up in Family today)
Canto di apertura a cura di Marie Agnès Gomis

9.45-10.15  Non si è mai solo in due: il colloquio nel servizio sociale
                     Rosanna Cima e Sabrina Osti

10.15-10.45 Partire da sé e affidarsi nell’esperienza di un Servizio Sociale emiliano
                      Letizia Lambertini e Giuditta Creazzo in dialogo con Rosa Lovati

10.45-11.15 Africa fashion/D-Lot show. Voices of tomorrow
                      Meg Eba e Sandra Faith Erhabor

Tè e caffè a cura di Nissa

Arpilleras a cura di Vitka Olivera

12.00-12.30 Il materno tra luci e ombre nell’accoglienza di donne nel centro antiviolenza: l’esperienza dell’associazione Nondasola
                      Marcella Maggiore e Adriana Lusvarghi

12.30-13.00 Growing up in Verona with African roots
                       Gruppo Afroveronesi

Pranzo a cura di Nissa

Sala del Centro Culturale 6 maggio 1848

14.30-15.10 Presente vivente
                      Chiara Zamboni

15.30-17.00 Laboratori

1 – I valori ponte delle pari opportunità con Letizia Lambertini, Giuditta Creazzo e Rosa Lovati

2 – Lo strumento siamo noi: la circolarità nel colloquio (Progetto Gift) con Valeria Marchesini, Rosanna Cima e Maria Angela Prado Malca

3 – La relazione di cura in un centro antiviolenza: esperienze a confronto con Daniela Liberati e le operatrici del centro Petra, Comune di Verona

4 – Cerchi di parola e lavoro di gruppo nei/con i servizi e altri soggetti del territorio (Progetto Gift) con Susanna Bissoli, Alessia Erbisti, Elena Benoni, Houda Boukal e Maria Cecilia Argaña

5 – Circolarità dell’incontro in un servizio riabilitativo con Jamila Lafrik e Mary Volpato

Tè e caffè a cura di Nissa

Danza tradizionale a cura del gruppo Thapoda

Esposizione artistica Bella, ciao! di Karin Peschau